Oggetto
Questa sono io: un oggetto
Un oggetto che appartiene a Lui e, in quanto tale, vengo da Lui usata
A volte per il Suo esclusivo e personale piacere, a volte mostrata, esibita, ceduta ad altri
Altri che potranno usare questo oggetto, secondo le mute regole dell'appartenenza
Oggi Lui desidera usarmi e mi convoca a sé
Oltre a questo non mi è dato di sapere nulla
Solo indicazioni basilari ed essenziali: il luogo da raggiungere, l'ora e come dovrò presentarmi.
Mi ordina come dovrò vestirmi, le scarpe da indossare, il profumo da mettere...
come dovrò depilarmi, pettinarmi ed infine cosa mettere nella borsa...
Il tutto minuziosamente dettagliato...fino al luogo dell'incontro,
poi il buio dell'ignoto avvolgerà v. che affiderà la propria anima a Lui
ed alla fiducia che in Lui sempre ripone.
Parto
Sento la mia carne pulsare
Il cuore battere furioso
forti emozioni si susseguono
come scosse elettriche dentro di me
e tutte le mie membra sembrano invase da questa tempesta
Sono nuvola gonfia e scura
Sono pioggia
temporale furioso
saetta che squarcia il cielo
ombra e vento
Vado incontro ed entro in questa tempesta
so che dovrò attraversarla
per trovarne, al di là, uno splendido sole
Posteggio, mi sistemo, controllo che tutto sia come Lui ha richiesto,
Esco dall'auto e mi dirigo verso il bar, ubbidendo a Suoi precisi ordini
Non so cosa aspettarmi all'interno del bar, se ci sarà Lui, solo o con qualcuno
Non so cosa aspettarmi all'interno del bar, se ci sarà Lui, solo o con qualcuno
Se ci sarà una donna, un uomo, più uomini o se, semplicemente, mi farà attendere un'ora prima di contattarmi con un nuovo sms.
Ai tavolini esterni due uomini di colore mi fissano curiosi (...e se fossero stati mandati da Lui?)
La mia nudità, l'intimo negato sotto la gonna corta ed i sandali coi tacchi altissimi
mi fanno sentire troia, aperta, cagna...
Sposto la borsa a destra e lascio che, pietosa, nasconda un poco le gambe alla loro vista
Entro nel bar ed ordino un caffè, come da Suo preciso ordine. Mi siedo ad un tavolino, l'ultimo in fondo alla sala. Spalle al muro.
Sudo caldo, sudo freddo.
Eppure (spero) nulla del mio turbamento traspare all'esterno.
Oppure lei, la cameriera, finge un'indifferenza professionale nel prendere l'ordinazione da una donna con un collare di vernice rossa al collo da cui pende un piccolo osso di swarovski....
Bevo il caffè.
Sudo caldo. Sudo freddo.
L'attesa diventa pena. La pena ansia.
E diventa impercettibile tremito quando la persona mandata dal mio Padrone
si siede accanto a me ed i suoi occhi passano in rassegna tutta la mia persona
ed io, immobile, tremo.
Mi manda il tuo Padrone, dice, e dovrai obbedirmi. Sono anch'io un Master
Lui si accorge del mio tremore e, facendomelo notare, mi fa sorridere e questo mi sblocca,
mi calma un poco.
mi calma un poco.
Arriva un ordine.
Eseguo il suo compito nel bagno del bar.
Inserisco le palline cinesi, che avevo nella borsa, nelle mie intimità.
Entrano in un liquido caldo e la mia carne le avvolge tutte.
Non porto slip ed il doppio cordoncino delle palline pende ed oscilla fra le mie gambe,
dalle mie labbra, solleticandole un poco
Usciamo.
Così, nuda e cagna, cammino davanti a lui e ascolto i suoi ordini, le sue considerazioni,
le sue indicazioni
le sue indicazioni
Non ho la minima idea di dove mi condurrà ma poco importa, v., la schiava, esegue i voleri del proprio Padrone.
Siamo arrivati al cancello di una casa, lui lo apre.
Raggiungiamo un appartamento al primo piano
Raggiungiamo un appartamento al primo piano
All'interno ho percepito voci, più di una...
Lui apre ed entra. Entro dopo di lui. Siamo soli.
Sul tavolo intravedo vari oggetti, un gatto a nove code, una candela.....
Lui mi benda gli occhi e mi fa sedere
Attimi di vuoto, buio e silenzio...
Lui apre ed entra. Entro dopo di lui. Siamo soli.
Sul tavolo intravedo vari oggetti, un gatto a nove code, una candela.....
Lui mi benda gli occhi e mi fa sedere
Attimi di vuoto, buio e silenzio...
Poi, improvvise, voci, mani, corpi, comparsi dal nulla del mio buio mi afferrano, mi strattonano, mi spogliano, mi colpiscono...
Cerco di concentrarmi su percezioni, su stimoli che arrivano da più parti
ma quelle mani sono tante, quei corpi sembrano moltiplicarsi, quelle voci bramano,
quelle membra dure e gonfie già pretendono attenzioni ...
Vengo avvolta dai loro desideri: io ne sono l'oggetto.
oggetto di un puro e perverso piacere...
La sessione ha inizio.
Mani forti mi afferrano e mi immobilizzano
Mani forti mi afferrano e mi immobilizzano
La mia schiena distesa diviene terreno di gioco che subito inizia
Piccole gocce disciolte col fuoco
scivolano roventi sulla mia pelle tesa lasciando la loro rossa impronta
Piccoli lampi si accendono nel buio di v.:
rosso è il colore del piacere che si confonde con il dolore.
Cera rovente, fiamma tremula, goccia che cade, sussulto, attesa...
Mani...mani....mani che giocano sul corpo, col corpo di v.
Le percepisco ovunque, le temo, le attendo, ne bramo l'eccitazione che accendono in me.
Nove le code che ha "quel" gatto, nove le strisce annodate alle estremità che rigano e segnano la mia carne
I colpi ritmati mi portano e riportano in luoghi primitivi della mente, l'istinto di difesa si acuisce, i sensi sono tutti in allerta ma mi apro, mi offro ed accolgo questo dolore, lo ascolto, lo amo e mi faccio da lui sorprendere con rosse ondate di piacere tra il fuoco che si espande sulla pelle ed il bruciore che subito ne segue...
La mente invasa da stimoli e risposte, l'attesa del colpo...attesa rossa sotto la benda nera di v.
Mani, corpi, voci...ma quante?
....e la piccola mano di v. che nel buio cerca, afferra, si perde, si confonde, trema...
Ho un momento di sconforto...
credo che non riuscirò mai ad accontentare tutte quelle mani, quei piedi, quelle dura membra invadenti, penetranti, esigenti...
Mi smarrisco nel buio della mia benda e giro la testa per cercare una luce, "la" Luce...
Ed eccola arrivare come puntino luminoso che si fa strada e mi raggiunge: ecco la Sua Mano, grande, calda, forte...mi parla, mi conforta, mi riempie di nuovo e intenso calore...
Poi scivola via piano, così come è arrivata
Il gioco riprende e l'eccitazione in v. ha raggiunto un punto caldo e palpitante, qualcosa che si manifesta come un'onda che mi invade e mi colma espandendosi appena sopra il clito.
Piano si ingrossa come fosse un palloncino riempiendosi di liquido caldo fino ad "esplodere" con un lungo getto all'esterno.
Emozioni, infinite emozioni..
Colori, infiniti colori....
e il mio corpo diviene tavolozza per le loro fantasie
che culminano tutte insieme sul corpo di v., sulla volto di v., nella bocca di v.
Poi braccia forti mi sollevano e mi portano in bagno per doccia speciale...
Gialla, calda, scivola sul mio corpo donando tepore umano che fa sorridere v. di immenso piacere...
E continua a sorridere la schiava, felice per essere stata usata e per aver potuto esprimere il proprio essere, la propria devozione, per aver avuto l'onore di servire umilmente il proprio Padrone.
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Tutto si placa
Sono carne che vibra piano
Sono carne che vibra piano
Sono sole che asciuga la pioggia
Sono nuvola bianca
raggio e tiepido vento
Tutto invade e riempie le mie morbide membra....
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Apro le dita: tre ciliege rosse e tonde nella mia piccola mano.
v. {A}
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continua......v. {A}

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